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Un giorno con Montalbano “Tour didattico”

La nostra giornata inizierà nella bellissima località di Punta Secca ma ci ritroveremo a Marinella per visitare la Casa di Montalbano, il ristorante Enzo a mare e il mare dove il commissario ama nuotare.

Punta Secca è la frazione balneare più nota di Santa Croce Camerina. Il piccolo borgo marinaro è chiamato dagli abitanti «’a sicca» per una caratteristica scogliera che corre a pelo d’acqua e che si sviluppa davanti la spiaggia di levante. Il borgo di pescatori affacciato sul mar Mediterraneo è una meta molto amata dai turisti. Gran parte della notorietà del piccolo borgo è dovuta alla fiction Il Commissario Montalbano.

Il clima mite durante tutto l’anno, le spiagge libere e i ristorantini sul lungomare creano l’atmosfera giusta per chi vuole godere di qualche giornata al mare o vuole passeggiare e godere di bellissimi tramonti.

Ci sposteremo a Scicli una città barocca del Val di Noto, che sorge nella parte sudorientale della Sicilia.Visitare Scicli vuol dire fare un tuffo nel passato, tra palazzi, chiese barocche e antiche stradine, e immergersi nell’ atmosfera vivace delle sue vie storiche. Lo stile barocco e tardobarocco regna indiscusso tra le vie del centro storico di Scicli ed è ben visibile nelle facciate delle numerose chiese, che si incontrano ad ogni angolo della città. Tra le più belle vi è sicuramente la Chiesa di San Bartolomeo che si trova nella cosiddetta “cava” di San Bartolomeo, uno dei più antichi quartieri della città, che sorge in posizione opposta alla seconda “cava” di Scicli, quella che prende il nome dalla Chiesa di Santa Maria La Nova. Sede delle principali feste tradizionali e manifestazioni folkloristiche, questi due quartieri furono per secoli “in lotta” tra loro per avere la meglio nelle celebrazioni sacre più importanti. Per questo motivo, ancora oggi, vi sono delle feste “doppioni”, ciascuna appartenente ai due quartieri un tempo rivali. Nel quartiere di Santa Maria La Nova si trova una chiesa oggi sede di esposizioni e di un museo, la Chiesa di S. Maria della Consolazione, di cui alcune parti sono precedenti al terremoto del 1693 e risalgono al 1600 circa. Scicli si trova a valle di tre colli su cui sorgeva un tempo l’antica città, di cui restano alcune testimonianze come la Chiesa di San Matteo, chiesa madre della città fino al 1874, e i ruderi di una fortificazione medievale chiamata Castellaccio. Devastata dal terremoto del 1693, la chiesa è stata in seguito ricostruita, ma venne abbandonata all’incuria e ai saccheggi per molti anni, motivo per cui si conserva ben poco della chiesa settecentesca. Oggi, tuttavia, è diventata uno dei simboli principali di Scicli. Tra i monumenti da visitare, non perderti il Convento della Croce, un bellissimo complesso risalente al 1528, che sorge in cima al Colle della Croce e da cui potrai ammirare una suggestiva vista del centro storico. Al suo interno puoi visitare la chiesa, l’oratorio, il chiostro e le celle dei frati. Scicli è ricca di palazzi storici, due dei quali sono visitabili e si trovano in via Francesco Mormino Penna. Palazzo Bonelli è un’elegante residenza ottocentesca con interni di grande sfarzo: rimarrai sbalordito dai suoi stucchi, mobili d’epoca e dipinti originali del primo Novecento. Palazzo Spadaro, costruito a partire dal 1700, conserva alcune stanze in stili diversi e una bellissima facciata con balconi bombati in ferro battuto e decorazioni rococò.

Ci sposteremo a Ragusa Ibla che si estende su una piccola collina che dopo il terremoto del 1693 fu interamente ricostruita in stile barocco. Faremo una lunga passeggiata partendo da Piazza Pola la principale del quartiere ed è qui che si trovano numerosi bar, locali ed uffici comunali. Lasciandoci la piazza alle spalle, e percorrendo via Orfanotrofio, è possibile ammirare tutta una serie di palazzi nobiliari sia in stile barocco che rinascimentale. Dopo solo pochi passi si trovano i resti della Chiesa di Sant’Agostino un’antica chiesa della quale resta un bellissimo portale in stile gotico, essenziale ed affascinante. Dopo la chiesa si trova il Palazzo Di Quattro risalente al ‘700. Questo palazzo fu costruito per volere del Duca Arezzi di San Filippo e solo successivamente divenne proprietà della famiglia Di Quattro.
Al piano terra si trova, oggi, una bottega di un antiquario. Proseguendo sulla stessa strada c’è la Chiesa di Santa Teresa ed il relativo collegio. Continuando la passeggiata per Ragusa Ibla, e prendendo via delle Suore, si arriva in una piccola piazza, Piazza Chiaramonte dove si erge la Chiesa di San Francesco dell’Immacolata. Si dice che questa chiesa e il suo campanile siano i resti di un palazzo appartenente alla famiglia dei Chiaramonte e abitato successivamente dalla famiglia Cabrera che poi lo donò ai frati francescani. Ma questa è solo una leggenda, in realtà, studi storici affermano che la chiesa è antecedente al periodo dei Chiaramonte e che questa famiglia non costruì mai un suo palazzo sulla collina di Ibla.
Furono gli stessi francescani che decisero, intorno al 1300, di stabilirsi lontano dalla città, in periferia, e dedicarsi ai malati, all’accoglienza dei viandanti e dei pellegrini. Agli inizi del XVII secolo la chiesa subì sostanziose modifiche. Il terremoto del 1693 non lasciò scampo alla Chiesa e al suo convento che furono distrutti quasi integralmente. Nel 1711 furono portati a termine i lavori di restauro. Oggi la chiesa si presenta con tre navate interne divise da due file di colonne. Alla fine della navata centrale si trova il presbitero con la tribuna lignea eretta nei primi anni del 1900. Il convento, accanto alla chiesa, venne costruito nel XVIII secolo sulla rovine del precedente. Oggi il convento ospita una casa di riposo per anziani. Dopo la Chiesa di San Francesco ci troviamo a percorrere la strettissima via Chiaramonte che ci conduce al retro del Palazzo Battaglia, il primo realizzato dopo il grande terremoto. La caratteristica principale di questo palazzo sta nel fatto di avere due facciate principali, la prima visibile da via Chiaramonte e la seconda percorrendo una piccola via che divide il palazzo dalla Chiesa dell’Annunziata. Lasciando con lo sguardo il magnifico palazzo subito ci ritroviamo di fronte la Chiesa dell’Annunziata con accanto un piccolo palazzo settecentesco che dà l’impressione di appartenere alla chiesa stessa, è il Palazzo Arezzi. Ritornando in via Orfanotrofio continua la salita e ci si trova a Largo Camerina da dove è possibile prendere via Cabrera e giungere in Piazza Duomo, il cuore del barocco di Ibla. Questa piazza ha una forma irregolare ed è circondata da chiese e palazzi. La chiesa più bella è senza dubbio quella di San Giorgio che domina l’intera pizza circondata da palazzi quali Palazzo Arezzi, caratterizzato da uno splendido arco sotto il quale passa la strada che conduce all’ex Distretto Militare. La bellezza di questa piazza è indescrivibile ed è oggi sede di numerose manifestazioni civili e religiose. Prima di abbandonare la piazza, nella parte bassa, si trova una deliziosa fontana tra i Palazzi Arezzi e Vaninata costruiti tra la fine dell’800 e l’inizio del 900. Percorrendo la vicina via del Convento troviamo una piccola scalinata che ci porta verso la parte alta di Ibla. Una volta giunti all’estremità delle scale è possibile riconoscere i resti di un piccola piazzetta con belvedere e da qui si può percorrere via Torrenuova, e ammirare il Palazzo Capodicasa con 8 balconi sovrastati da sculture classiche, o prendere la grande scalinata che conduce alla Chiesa di Santa Maria del Gesù.
Sia la Chiesa che il connesso convento furono costruiti nel 1636 circa per volere dei frati minori. Proseguendo il nostro cammino arriviamo al quartiere San Paolo, situato lungo un corso l’acqua. E’ un quartiere antichissimo con piccole vie e piccole case immobili che danno la sensazione che il tempo si sia fermato. Il silenzio circonda questo quartiere e l’unico rumore è quello del ruscello che instancabile scorre attraversando questi posti. In questo quartiere c’è la Chiesa di San Paolo. Percorrendo Via Canale si giunge ad una parte ancora più antica dove si trovano tombe sicule a forno.

Infine ci sposteremo al Castello di Donnafugata che sorge a circa 20 km dalla città di Ragusa. Fatto edificare sulla vecchia struttura di una torre duecentesca dal Senatore del Regno e Barone Corrado Arezzo nell’ 800. Il barone ne fece ingrandire la struttura iniziale che divenne una vera e propria dimora gentilizia. Inoltre l’affascinante barone che trasformò il Castello in uno dei centri più importanti della zona di vita mondana dell’età umbertina.

Il nome Donnafugata deriva dall’arabo “Ain-jafat” e significa “Fonte di salute”. Una leggenda narra comunque, di una donna che prigioniera nel Castello riuscì a scappare. Si tratterebbe della regina Bianca di Navarra che venne rinchiusa, dal perfido conte Bernardo Cabrera, signore della Contea di Modica, in una stanza dalla quale riuscì a fuggire attraverso le gallerie che conducevano nella campagna che circondava il palazzo. Da qui il nome dialettale “Ronnafugata”, cioè “donna fuggita”.

Abile stratega, scaltro, crudele, potente come nessun altro sull’isola il Conte Berardo Cabrera era temuto persino dai sovrani di Palermo che non fecero nulla per ridimensionare il suo potere.

Entrato nella leggenda divenne oggetto di una serie di storie popolari. Si diceva, ad esempio, che nascondesse un tesoro consistente in una capra tutta d’oro, la quale sarebbe saltata fuori dal luogo in cui era nascosta dopo un complicato incantesimo.

Si raccontava inoltre, che facesse fare una brutta fine a tutti coloro che lo ostacolavano e soprattutto ai suoi nemici  tra i quali ci furono i Chiaramonte e la principessa Bianca di Navarra. In realtà è documentato che la principessa non mise mai piede nel Castello dato che ai suoi tempi (XIV secolo) il palazzo non era ancora stato edificato. L’edificio occupa un’area di circa 2500 metri quadrati  e si snoda in circa 122 stanze che meritano tutte di essere visitate.

Guida + pranzo al ristorante scelto da voi.

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