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Barocco Ragusano e la sua gastronomia

La nostra giornata inizierà con una colazione a Ragusa Ibla, località con 14 monumenti Unesco. Ragusa Ibla, oggi quartiere  della città di Ragusa, fonda le sue origini nel periodo preistorico. Il nome di Ragusa risale all’epoca bizantina, Rogos ovvero granaio, dovuto alla ricchezza agricola della zona. Nel periodo arabo, il nome divenne Ragus che in arabo significa “luogo famoso per un sorprendente avvenimento” riferendosi probabilmente ad una battaglia. Infine in epoca normanna venne latinizzato in Ragusa, per poi diventare alla fine del XVIII secolo Ragusa. Col nome Ibla, infatti, esistono varie città situate in Sicilia in epoca greca, ma probabilmente la più
importante fu proprio Hybla Heraia. Il nome sembra derivi dalla dea Ibla. Alcuni studiosi sostengono
che essa era la protettrice dei campi, altri ipotizzano che possa essere stata una divinità protettrice dell’amore e della fertilità.

Si proseguirà con la visita di Santa Maria delle scale dove ammireremo il panorama meraviglioso che racchiude monumenti come Palazzo Cosentini, Santa Maria dell’Itra e Sante Anime del Purgatorio. Si andrà verso i Giardini pubblici dove si inizierà a visitare tutta la zona centrale di Ragusa Ibla, costituito da numerosi viali alberati, panchine in pietra, colonne scolpite e una balconata da cui si gode una meravigliosa vista dei Monti Iblei.

Ammireremo anche il famosissimo Duomo di San Giorgio che si erge nel cuore di Ragusa Ibla; capolavoro del Gagliardi, con facciata slanciata e ricche di sculture.Altro monumento che visiteremo è la Chiesa di Santa Maria del Gesù, costruita intorno al 1636 e affiancata da un convento su quattro livelli. La zona più antica di Ibla è il quartiere San Paolo, in cui si trovano la chiesa omonima e delle tombe sicule. Il quartiere si sviluppa accanto ad un canale, al di là del quale sorgono la Chiesa di San Bartolomeo, la Chiesa del Carmine e la Chiesa di Santa Maria delle Scale che domina tutta Ragusa. Vale assolutamente la pena visitare questo antichissimo angolo di Ibla per perdersi nel suo labirinto di scale, osservare i suoi caratteristici vicoli e le casupole ammonticchiate sul costone roccioso. Tra queste vie pittoresche, anche se alcune in stato di abbandono, verrai catapultato in un’altra epoca, in un luogo dove il tempo sembra essersi fermato al secolo scorso.

A tavola il territorio ragusano esprime tutta la sua gustosa varietà: cannoli, granite, paste di mandorla, bianco mangiare, arancini e le altre specialità siciliane le ritroviamo anche nella tradizione culinaria iblea. Tra i piatti tipici più noti della cucina iblea ricordiamo le scacce, il Caciocavallo Dop e la provola ragusana. Tra i primi piatti segnaliamo i cavati al sugo e i ravioli di ricotta, consigliamo di assaggiare anche le ‘mpanate, il pesce fresco, i cucciddati e il pane fatto in casa magari condito con un po’ di capuliatu. Lasciatevi sedurre dai sapori dolci: torroni di mandorle, cubbaitampanatigghie e dai macallè. Non va dimenticata la carruba, frutto di un albero molto diffuso in queste zone e usato per fare biscotti, caramelle e altri dolci.

Ci sposteremo a Modica, famosa per il suo cioccolato che potrete degustare per i vicoli antichi. La nostra passeggiata inizia dalla chiesa di San Giorgio, simbolo della città di Modica e, in generale, della Sicilia sud-orientale. Situata tra la parte alta e la parte bassa di Modica, la composizione di scale, terrazze e salite tortuose da percorrere per arrivare alla chiesa di San Giorgio è davvero scenografica; senza contare che la chiesa in sé è probabilmente l’edificio più imponente di tutta la zona.

Una volta usciti dalla chiesa, scendete la lunga scalinata e ritrovatevi su Corso Umberto I, il corso principale della città. Lungo la via vi ritroverete in un piccola slargo, dove sorge la chiesa del Soccorso, un altro meraviglioso complesso che vale la pena ammirare.

Proseguendo fino ad arrivare nel cuore della Modica bassa, si arriva alla chiesa di San Pietro, altro imponente complesso monumentale della città. Affiancata da palazzi e conventi, la chiesa si trova proprio a ridosso del Castello dei Conti di Modica. Salite le scale che la precedono giocando a riconoscere tutti gli apostoli che vegliano sui fedeli lungo la gradinata.

Proseguite verso Piazza Matteotti per ammirare la Chiesa del Carmine. Capolavoro gotico, al suo interno non troverete alti pareti spoglie come spesso accade nelle chiese che sono così belle viste da fuori, ma numerose opere di epoca rinascimentale che vi sono conservate da allora.

Un’ultima sosta, prima di concludere il giro, va fatta nella più antica pasticceria di Modica, nonché prima fabbrica di cioccolato di tutta la Sicilia. Proprio tornando davanti alla chiesa di San Pietro, si arriva (più col naso che con gli occhi) all’Antica Dolceria Bonajuto, dove da tempi antichi si lavora il cioccolato così come si era imparato dagli Aztechi. Pranzo a Modica e infine ci sposteremo a Scicli dove passeggerete lungo la via Mormino  Penna ricca di antichi palazzi nobiliari, tra cui Palazzo di Città scelto per la fiction “Il commissario Montalbano” come scenografia naturale della fiction.

Scicli è un’incantevole cittadina barocca distesa all’ombra di tre colline e incastonata tra le cave di Santa Maria La Nova e di San Bartolomeo. Un dedalo di strette vie nascondono palazzi e chiese di impagabile bellezza in un centro storico intimo e raccolto, considerato una perla barocca.

Lo stile barocco e tardobarocco regna indiscusso tra le vie del centro storico di Scicli e si riconosce sulle facciate delle innumerevoli chiese che si incontrano ad ogni angolo della città. Tra le più spettacolari c’è sicuramente la Chiesa di San Bartolomeo, che Pasolini una volta definì: una perla dentro le valve di una conchiglia, tanto rimase meravigliato. La chiesa si trova nella cosiddetta cava di San Bartolomeo, uno dei più antichi quartieri della città, acerrimo nemico della seconda cava di Scicli, dove sorge la Chiesa di Santa Maria la Nova. Sede delle principali feste tradizionali e manifestazioni folkloristiche, questi due quartieri sono da tempo in competizione tra loro per avere la meglio nelle celebrazioni sacre più importanti.
Oltre alle chiese, Scicli offre meravigliosi palazzi che vale davvero la pena di visitare. Palazzo Bonelli, ad esempio, è residenza ottocentesca con interni di grande sfarzo, dove si possono ammirare stucchi, mobili d’epoca e dipinti originali del primo Novecento. Poi, c’è Palazzo Spadaro, costruito nel Settecento, che conserva alcune stanze in stili diversi e una bellissima facciata con balconi bombati in ferro battuto e decorazioni rococò.

Le specialità tipiche di Scicli sono le Teste di turco, ravioli, cubbaita, il fagiolo Cosaruciaru, scacce, caciocavallo, carrube, biancomangiare e tanto altro.

 

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