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Borghi e Barocco “Tour didattico”

La nostra giornata inizia con la visita di Ragusa Ibla, un comune italiano di 73 439 abitanti. È chiamata la “città dei ponti”, per la presenza di tre strutture molto pittoresche e di valore storico, ma è stata definita anche da letterati, artisti ed economisti come “l’isola nell’ isola” o “l’altra Sicilia”, grazie alla sua storia e ad un contesto socio-economico molto diverso dal resto dell’isola. Nel 1693 un devastante terremoto causò la distruzione quasi totale dell’intera città, mietendo più di cinquemila vittime. La ricostruzione, avvenuta nel XVIII secolo la divise in due grandi quartieri: da una parte Ragusa superiore, situata sull’ altopiano, dall’ altra Ragusa Ibla, sorta dalle rovine dell’antica città e ricostruita secondo l’antico impianto medioevale. Tra le architetture religiose più importanti troviamo il Portale di San Giorgio, il monumento simbolo della città di Ragusa, edificato in stile gotico-catalano nella prima metà del XIII secolo come parte della chiesa di San Giorgio ora scomparsa; la Chiesa Di Santa Maria Dell’Itra situata al centro dell’antico quartiere ebraico di “Cartellone”, non particolarmente colpita dal sisma, essa però venne ugualmente ampliata e modifica in stile barocco, diventando uno dei luoghi di culto più importanti del quartiere; la Chiesa di San Giuseppe edificata nel 1756 per iniziativa delle monache benedettine, progettata dal Gagliardi,con la facciata a tre ordini, ricca di intagli e sculture; e il famosissimo Duomo di San Giorgio .La collocazione del Duomo di San Giorgio è posto al termine di un’alta scalinata e la posizione obliqua rispetto alla piazza sottostante accentuano l’imponenza e gli effetti plastici, creati da una lieve convessità del partito centrale e dalla presenza delle colonne libere. Due coppie di volute fanno da raccordo tra i diversi livelli ospitando, rispettivamente, le statue di San Giorgio e San Giacomo in basso, e quelle di San Pietro e San Paolo in alto. Sulla cuspide, sotto la croce, si legge la data 1775, che indica la conclusione dei lavori della facciata. Inoltre faremo una passeggiata nel Giardino Ibleo costruito nel 1858 per iniziativa di alcuni nobili locali e di buona parte del popolo che lavorò gratuitamente per la realizzazione dell’opera. Sorge su uno sperone di roccia che si affaccia sulla vallata dell’ Irminio, l’ingresso è costituito da un magnifico viale fiancheggiato da numerose palme, è assai ben curato e adornato con panchine ben scolpite, colonne con vasi in pietra scolpiti in forme diverse e una elegante balconata con recinzione in calcare. Imponente al centro della villa il monumento ai caduti della grande guerra. All’interno si trovano la chiesa di San Vincenzo Ferreri, la chiesa di San Giacomo e la chiesa dei Cappuccini. Vicino al giardino, si trovano pure gli scavi archeologici di Ragusa Ibla.

Ci sposteremo a Modica ,che vanta un ricco repertorio di specialità gastronomiche, risultato della contaminazione delle diverse culture che l’hanno dominata; è nota soprattutto per la produzione del tipico cioccolato di derivazione azteca. Importante è Il Duomo di San Giorgio in Modica che viene spesso indicato e segnalato come monumento simbolo del Barocco Siciliano tipico di questo estremo lembo d’Italia. La chiesa di San Giorgio, è il risultato finale della ricostruzione sei/settecentesca, avvenuta in seguito ai disastrosi terremoti che colpirono Modica nel 1542, nel 1613 e nel 1693. L’imponente facciata a torre, che si eleva per un’altezza complessiva di 62 metri, fu realizzata modificando, forse anche con parziali demolizioni, quella secentesca preesistente, di cui non abbiamo documenti o disegni ma che aveva resistito alla forza del terremoto. Peraltro mai furono sospese le attività liturgiche nel Duomo, salvo qualche mese dopo il tremendo terremoto del 1693 che ne aveva fatto crollare i tetti. La cupola s’innalza per 36 metri. Una scenografica scalinata di 164 gradini, disegnata per la parte sopra strada dal gesuita Francesco Di Marco conduce ai cinque portali del tempio, che fanno da preludio alle cinque navate interne della chiesa, che ha pianta basilicale a croce latina e tre absidi dopo il transetto. La parte della scalinata sotto il Corso San Giorgio fu progettata dall’architetto Alessandro Cappellani Judica. La prospettiva frontale di tutto l’insieme è arricchita da un giardino pensile su più livelli, detto Orto del Piombo, costeggiato dalla scalinata monumentale, e compone una scenografia che ricorda Trinità dei Monti in Roma. Ammireremo anche la chiesa del Carmine con il suo convento, Palazzo della Cultura e Museo Civico, la Chiesa di San Domenico, Palazzo Polara, Palazzo degli Studi e il Teatro Garibaldi.

Infine andremo a visitare Chiaramonte Gulfi definito il Balcone di Sicilia per la sua magnifica posizione panoramica.

Il bel borgo, disteso sui Monti Iblei, dista 15 chilometri da Ragusa ed è famoso per la gastronomia, per la produzione di olio d’oliva e per i tanti musei che ospita. Faremo una passeggiata all’aria aperta per le stradine del centro storico.

Ammireremo la bella chiesa di Santa Maria La Nova (piazza Duomo) con l’interessante prospetto rinascimentale, nella parte medievale troverete la chiesa di San Giovanni, la chiesa di Santa Maria del Gesù, e in più visiteremo anche la chiesa di San Vito.

Ci affacceremo dalla villa comunale o dal belvedere, dove ammireremo la campagna ragusana dall’alto e vedrete l’azzurro mar Mediterraneo. Voltandovi sull’ altro lato, scorgerete un’alta montagna, anzi un vulcano: è l’Etna!

Chiaramonte Gulfi è divenuta, da alcuni anni, famosa in tutto il mondo per la qualità dell’olio che vi si produce. L’olio extravergine di oliva DOP “Monti Iblei”, e in particolare quella sotto zona “Gulfi” che è propria del territorio di Chiaramonte, ha ricevuto negli ultimi anni i riconoscimenti nazionali ed internazionali più prestigiosi. Le caratteristiche pedo climatiche del territorio caratterizzano le varietà coltivate che il tempo e la perizia dell’uomo hanno reso così eccezionali.
Da settembre a gennaio si fa la raccolta delle olive ancora, per lo più, a mano, quindi il passaggio dell’estrazione dell’olio nei “trappiti” (frantoi), per arrivare, infine nelle tavole. Qualcuno si è spinto a dire che, l’olio italiano è riconosciuto come il miglior olio al mondo, e visto che, anno dopo anno, l’olio di Chiaramonte si conferma come il miglior olio italiano appare ovvia la deduzione che ci troviamo di fronte al top della produzione nazionale.

Quindi andremo a visitare una delle più famose aziende di olio dove ammireremo tutti i vari passaggi che l’oliva fa prima di diventare olio.

Guida + pranzo in un ristorante scelto da voi.

, Italia
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8
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Borghi e Barocco

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